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Italia raddoppia ma ancora fanalino di coda

Roma, 1 luglio 2004 – Le italiane elette al Parlamento Europeo si sono incontrate oggi a Roma, invitate da Arcidonna a fare il punto sull’esito delle recenti consultazioni.

Erano presenti: Mercedes Bresso, Monica Frassoni, Pia Locatelli, Alessandra Mussolini, Pasqualina Napoletano, Adriana Poli Bortone e Marta Vincenzi.

Secondo i dati raccolti dall’Osservatorio Arcidonna sono stati quasi 2 milioni e mezzo i voti complessivamente andati alle parlamentari elette, guidate da Lilli Gruber con oltre 1,1 milioni di preferenze, seguita da Emma Bonino a 178 mila.

L’Osservatorio Arcidonna ha fornito il quadro della rappresentanza femminile a Strasburgo.

La sesta legislatura, la prima dell’Unione allargata a 25, vede l’Italia al ventesimo posto, con il 20,5% di parlamentari donna (16 su 78 seggi), seguita da Lussemburgo, Polonia, Cipro, Lettonia e Malta, tutti, tranne la Polonia, con un numero di seggi disponibili non comparabile.

14 Paesi hanno superato la soglia del 30% di deputate elette, considerato il livello minimo per poter garantire una democrazia paritaria.

La Svezia ha raggiunto il 58%. Lituania, Olanda, Francia e Slovenia hanno superato il 40%.

Nella precedente legislatura le italiane elette erano appena l’11,5%. Il raddoppio della presenza femminile rappresenta il dato politico più rilevante emerso dalle recenti consultazioni.

Secondo Valeria Ajovalasit, Presidente di Arcidonna, “le donne hanno dimostrato di saper intercettare la crescente voglia di cambiamento a cui le forze politiche del Paese faticano sempre più a rispondere”.

Arcidonna ha espresso grande soddisfazione per il risultato. Nell’ultimo anno Arcidonna ha promosso la campagna “Più Donne Italiane al Parlamento Europeo”, realizzata con i contributi del progetto comunitario EQUAL – ESSERCI.

“Le forze politiche e sociali del Paese devono ora concentrarsi sulle prossime elezioni regionali e politiche (a cui non si applica la recente legge sulle quote rosa) - continua Valeria Ajovalasit. È necessario procedere con urgenza alla riforma della legge elettorale, prevedendo delle azioni positive per il riequilibrio della rappresentanza. L’Italia è infatti pressoché ultima in Europa per Parlamentari elette alle Camere nazionali (Camera dei Deputati 11,5% - Senato 8,1%)”.

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