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Arcidonna News Contro le mutilazioni sul corpo femminile
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Ecco cosa prevede il nuovo disegno di legge

Martedì 6 aprile verrà presentato alla Camera dei Deputati un disegno di legge per inasprire le pene per chi pratica o richiede che sia praticata l’infibulazione alle bambine, e per prevenire tutte le pratiche che ledono il corpo femminile (Mutilazioni Genitali Femminili).
Il testo, redatto dalle commissioni Giustizia e Affari sociali, prevede:


• CAMPAGNE INFORMATIVE:
il ministero della Salute, d'intesa con quello dell'Istruzione e del Welfare, il Dipartimento delle pari opportunità e la Conferenza Stato-Regioni dovrà predisporre appositi programmi e campagne informative, destinati agli immigrati provenienti dai paesi in cui vengono effettuate mutilazioni genitali, già alla concessione del visto dai consolati italiani e all'arrivo presso le frontiere italiane. Saranno inoltre promosse iniziative per sviluppare l'integrazione socio-culturale con la partecipazione delle organizzazioni di volontariato e dei centri riconosciuti dall'Organizzazione mondiale della sanità (Oms), effettuati corsi di preparazione al parto per donne infibulate, di educazione sanitaria nelle scuole dell'obbligo e per gli adolescenti, nonché effettuati servizi di monitoraggio presso le strutture sanitarie dei casi già rilevati localmente.

• LINEE GUIDA E NUMERO VERDE: entro tre mesi dall'entrata in vigore della legge il ministero della Salute emanerà le linee guida per gli operatori che lavoreranno presso le comunità in cui si praticano MGF, per poter intervenire e riabilitare donne e bambine già sottoposte. Medici e infermieri saranno istruiti anche su come spiegare il loro rifiuto a effettuare l'intervento. Il ministero dell'Interno attiverà, entro tre mesi dall'entrata in vigore, un numero verde dove potrà fare le sue segnalazioni chiunque venga a conoscenza dello svolgimento di queste pratiche in Italia.

• STATUS RIFUGIATE: lo acquisteranno le donne che vogliano sottrarre se stesse o le proprie figlie minori a queste pratiche.

• DEFINIZIONE DEL REATO: verrà aggiunto un articolo al codice penale, il 583 bis, in cui si definiscono come pratiche di mutilazione degli organi genitali femminili la clitoridectomia, l'escissione, l'infibulazione e qualsiasi altro tipo di mutilazione.

• FATTO COMMESSO ALL'ESTERO: sanzioni saranno comminate anche al cittadino italiano o allo straniero residente in Italia che commettono il fatto all'estero o se il fatto è commesso a danno di cittadini italiani o stranieri residenti in Italia.
Il ministero degli Esteri attuerà, nell'ambito dei programmi di cooperazione allo sviluppo, progetti di formazione e informazione presso le popolazioni locali per scoraggiare tali pratiche e la creazione di centri anti-violenza per accogliere le giovani che si vogliano sottrarre.

• SANZIONI: sarà punito con la reclusione da 6 a 12 anni chiunque le faccia in assenza di esigenze terapeutiche e anche con il consenso della vittima, e da 3 a 7 anni chi lede gli organi genitali femminili, con modalità diverse, per menomare le funzioni sessuali provocando malattie fisiche o mentali. È prevista un'aggravante se la vittima è un minore. L'ente in cui è stato commesso il reato sarà punito con una sanzione pecuniaria e la perdita dell'accreditamento se si tratta di struttura privata accreditata. L'interdizione per 10 anni dall'esercizio della professione e la comunicazione all'Ordine dei medici è prevista invece per gli operatori sanitari.

L’atroce fenomeno dell’infibulazione in Italia riguarda circa 40.000 bambine, di origine asiatica o africana. Nel mondo, secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, le bambine che tra i sei e i sette anni sono infibulate sono circa 130 milioni.

 

 
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