Osservatorio di genere


Arcidonna News In Sicilia una donna uccisa ogni 36 giorni
In Sicilia una donna uccisa ogni 36 giorni Stampa E-mail
Oggi in tutta Italia si terranno incontri e iniziative per celebrare la giornata mondiale contro la violenza di genere. Un appuntamento importante per dire basta ai delitti commessi quotidianamente contro milioni di donne. Valeria Ajovalasit: "E' necessario che il governo nazionale approvi al più presto una legge sistemica che agisca al contempo sulla prevenzione e sulla certezza della pena»

In Sicilia ogni 36 giorni viene uccisa una donna. E' questo la triste media che emerge dai dati dell'Osservatorio di genere di Arcidonna, che ha rielaborato le statistiche di un'indagine condotta a livello nazionale da Sonia Giari. Il 40 per cento degli omicidi di donne commessi nell'Isola nel 2007 è avvenuto in provincia di Catania. Seguono le province di Palermo e Trapani (20 per cento), Siracusa e Agrigento (10 per cento).

«Si tratta di una vera e propria mattanza - dice Valeria Ajovalsit, presidente di Arcidonna - che si consuma prevalentemente all'interno della più importante istituzione sociale, la famiglia».

Già, perché andando a guardare agli autori degli omicidi commessi sul suolo nazionale si scopre che nella stragrande maggioranza a commetterli sono proprio i familiari della vittima (in Sicilia la quota di omicidi in famiglia raggiunge il 70 per cento). Nel 58,9 per cento dei casi si tratta di mariti, fidanzati o ex partner, nel 17,4 gli autori sono figli, padri, nonni e nipoti.

I dati nazionali mostrano quanto sia poco fondato anche il tanto sbandierato "pericolo immigrazione": nell'81,6 per cento degli omicidi commessi tra il gennaio 2007 e il gennaio 2008, infatti, l'assassino è di nazionalità italiana. Di 126 delitti, sono venti quelli commessi da stranieri. Nell'Isola, gli autori dei delitti sono tutti italiani.

«Contro questa mattanza occorre agire subito - continua la Ajovalasit - Bisogna promuovere adeguate azioni di informazione e formazione rivolte alle scuole e alle famiglie, come la recente campagna contro gli stereotipi di genere lanciata da Arcidonna (www.nonpensareasessounico.it). Ma è necessario anche che il governo nazionale approvi al più presto una legge sistemica contro le violenze di genere che agisca al contempo sulla prevenzione e sulla certezza della pena».

 
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